Interpretare le offerte di lavoro

Bentornati sui tutorial per la ricerca lavoro.

Parliamo un pò delle famose, amate e odiate offerte di lavoro

Fonti di grandi speranze ed enormi delusioni.

In teoria funziona così:

Io cerco lavoro. La prima cosa che faccio solitamente è andare su un motore di ricerca e digitare “Offerte di lavoro” più il nome che meglio rappresenta la professione che ho in mente, secondo me.

Offerte per magazziniere, per estetista, per trainer…

E trovo posizioni aperte.

In pratica,

il motore di ricerca mi rimanderà (raramente) a pagine aziendali – quando l’impresa seleziona direttamente – e (spesso) ad Agenzie per il Lavoro, che mediano l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Un terza opzione, purtroppo residuale per molte professioni soprattutto di alto livello, è che il motore di ricerca ci rimandi a offerte pubblicate dai servizi per il lavoro pubblici: i Centri per l’Impiego.

L’idea è semplice: c’è un soggetto che cerca un lavoratore che svolga determinate attività e offre un contratto.

C’è un altro soggetto che cerca lavoro e offre capacità e disponibilità (trasferte, turni, …).

I problemi che si pongono dovrebbero essere solo due:

  1. se domanda e offerta si concentrano su professioni diverse, ad es. le aziende cercano artigiani metalmeccanici e i lavoratori in cerca di occupazione sono per lo più cuochi
  2. se domanda e offerta non si conoscono a vicenda, per cui le aziende non sanno chi ci sarebbe di disponibile su quella posizione e i possibili candidati non sanno quali aziende cercano

Effettivamente entrambi questi problemi esistono, e soprattutto sul secondo le piattaforme di incontro domanda/offerta sono preziose.

Neppure sommati però rendono giustizia del fenomeno, ormai tristemente consolidato, dell’abbandono della ricerca.

Moltissime persone non risultano disoccupate semplicemente perché non stanno neppure più cercando lavoro.

Hanno rinunciato.

Allora nel quadro qualcosa manca.

Se abbiamo ogni anno statistiche che ci dicono in quali settori c’è più bisogno (quindi è possibile cercare in settori che sappiamo essere in cerca di lavoratori, vedi Istat), ed esistono luoghi reali e virtuali creati appositamente per far conoscere le offerte ai candidati e vice versa….

perché tante persone buttano via anni in candidature fallimentari?

Davvero abbiamo così tante persone diplomate e laureate in settori che il mercato del lavoro non richiede?

Dal mio punto di vista, il problema è anche un altro.

Un elemento aggiuntivo è che per alcune professioni l’offerta di lavoro è un sistema che funziona, e per altre rassegniamoci: l’offerta dobbiamo crearla noi. Il fabbisogno va intercettato e fatto crescere, interpretato. Non possiamo continuare ad avere tante false partite iva (cioè persone che lavorano in partita iva ma di fatto hanno compiti e restrizioni di un dipendente, con uno stipendio basso e garanzie infime).

Dobbiamo avere partite iva reali: persone che un passo per volta prendono in mano la propria carriera professionale e cercano di costruirsi un mercato di riferimento, anche se piccolo.

Quindi per prima cosa: andate alla ricerca di offerte se cercate un lavoro per cui abbia almeno senso essere un dipendente.

Anche se magari vi verrà ugualmente proposto un contratto diverso, ma almeno che come tipo di attività sia compatibile con il lavoro per una sola azienda.

Poi, sviluppiamo la capacità di leggere le offerte e interpretarle.

Bisogna saper leggere le offerte per capire se vale la pena candidarsi o no.

Se non vale la pena è cruciale evitare di candidarsi.

Più volte ho sentito ragazzi affermare:

io mando CV a raffica, mal che vada non mi prendono

Non è così.

Mal che vada al 100esimo CV mandato senza ricevere neppure risposta iniziamo a pensare che nessuno ci vuole.

E se cade la motivazione il problema diventa enorme, nella ricerca di lavoro.

Al 200esimo magari si arriva alla frase che mi ha detto una persona di 19 anni:

tanto ho capito che non c’è, un lavoro per me

Ora, io sono convinta che ci sia un lavoro per ciascuno di noi, ma bisogna gestire con cura l’energia che abbiamo a disposizione per cercarlo o crearlo.

Quindi prima di mandare un CV e una lettera come abbiamo imparato (qui Come scrivere un CV efficace e Come presentarsi in poche righe, chiediamoci sempre se è utile farlo, se c’è una buona probabilità di riuscita.

Come capirlo? Ora vediamo, partendo da una nota importante:

esistono offerte civetta. False, servono solo per raccogliere i dati dei proverbi malcapitati candidati, cui offrire poi servizi o formazione.

Quindi non dare mai per scontato che l’offerta sia reale.

Una buona offerta di lavoro (e di sicuro un’offerta reale) indica almeno queste informazioni:

  • Nome dell’azienda che cerca personale. Dove non è possibile, almeno caratteristiche dell’azienda (quali dimensioni, quale settore, sedi…)
  • Ruolo per cui si cercano candidature
  • Principali mansioni previste per il candidato
  • Requisiti richiesti al candidato
  • Proposta economica – soprattutto per i profili più bassi, mentre per i massimi livelli è comprensibile che si negozi una RAL in base alle caratteristiche del singolo professionista
  • Eventuali richieste specifiche, ad esempio inerenti trasferte, trasferimenti stabili, lavoro a turni, possesso dell’auto…

Per capire se candidarci abbiamo bisogno di queste informazioni.

Se non sono esplicite è utile raccoglierle, usando i mezzi disponibili: se il nome dell’azienda è esplicitato, certamente il sito web aziendale e la pagina linkedin aziendale (per capire in quale organigramma si inserisce la professione). Se l’azienda è oscurata, è sempre possibile chiedere al mediatore.

Soprattutto, diffidate delle offerte troppo generiche.

“Per azienda di medie dimensioni si cerca junior consultant” non va bene.

Ben che vada, l’azienda si rapporta con i dipendenti con poca cura. Così poca che nemmeno passa dieci minuti a scrivere cosa vuole da un nuovo dipendente.

Mal che vada siamo davanti a un’offerta civetta.

 

Posto che siamo riusciti a raccogliere le informazioni segnalate sopra, entriamo nella letturafra righe.

Come parla questa azienda?

Spesso infatti le offerte – anche se pubblicate da un’interinale – vengono scritte dall’azienda.

Allora ci danno almeno due tipi di informazione:

  1. Importanza attribuita al personale, o almeno alla sua selezione. Gli indicatori sono: completezza delle informazioni, grafica (l’offerta è piena di errori di battitura e priva di punteggiatura, come non si accetterebbe neppure nell’ultimo dei CV? Meglio notarlo), disambiguazione dei termini: gli acronimi sono spiegati?
  2. Caratteristiche del lavoro. Al di là del nome dato alla posizione aperta, attenti a certe parole-spia.
    • Ogni volta che leggete “contesto di grande crescita, dinamico…” o “si chiede entusiasmo, voglia di spesso affiancato a “si offre formazione” sappiate che facilmente vi chiederanno di lavorare gratis, per poi passare a un lavoro a provvigione, una volta realizzato un periodo in affiancamento. In alcuni settori (penso ad esempio agli animatori turistici) capita che persino l’iter di selezione sia a pagamento per il candidato. Cioè pago perché voi possiate capire se sono la persona giusta per lavorare nella vostra azienda. Intendiamoci, va benissimo fare un periodo di affiancamento gratuito, l’importante è saperlo prima di arrivare al colloquio. Perché arrivati al colloquio anche per voi è più difficile dire no: ci avete già investito il tempo del colloquio, di ristampare il CV, andare alla sede…
    • Un’altra parola spia è “Capacità relazionali” o “Spigliato”. Solitamente le offerte che riportano questi termini sono rivolte a figure commerciali. Anche se magari pensate di starvi candidando per una posizione da formatore, o da tecnico di comunicazione e marketing, o altro ancora… quando questi termini sono presenti drizziamo sempre le antenne, perché probabilmente ci proporranno di vendere dei servizi, e solo dopo, se e quando siamo riusciti a venderli, erogare il servizio su cui siamo esperti. Quella del commerciale è una figura sempre più richiesta, ma siccome è difficile da realizzare e frustrante in un mercato altamente competitivo… spesso le attività commerciali vengono cammuffate con altre più gradevoli. Anche qui, benissimo realizzare azioni di promozione e vendita, sapendo prima possibile che sono previste.

Attenzione quindi a questi campanelli, e scrivetemi se avete davanti un’offerta che vi lascia grosse perplessità.

buone ricerche e buon lavoro!